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Design Moderne Pouf e Poltrone sacco

Due anni oro sono a Milano la mostra per la celebrazione dei 40 anni del celeberrimo Sacco

\"\"Come si sa, per festeggiare i quarant\’anni della poltrona Sacco e della sua ininterrotta produzione, Zanotta presentò, in concomitanza con l\’edizione 2008 del Salone Internazionale del Mobile di Milano, la mostra \”La Commedia del Sacco\”, dedicata alla rivoluzionaria seduta disegnata nel 1968 da Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro.
Quarant\’anni di storia e quaranta speciali poltrone Sacco Limited Edition, proposte in un allestimento suggestivo e spettacolare, celebrano non solo forse il più originale tra gli oggetti del design, ma anche l\’avvento di un\’idea, un fenomeno di costume, approdato anche al cinema e in televisione, che ininterrottamente ha continuato a conquistare un pubblico vasto e trasversale.
Dal giorno in cui i tre architetti torinesi arrivarono in Zanotta con un \”sacco\” in Pvc per tre quarti riempito di palline di polistirolo con l\’idea di sviluppare un progetto industriale, la poltrona Sacco ha compiuto uno speciale percorso. Da oggetto cult divenuto icona del design leggero, moderno, informale, ha conquistato un indiscusso primato a livello internazionale, affermandosi come una delle massime espressioni della capacità creativa italiana.
La Sacco rappresenta uno dei casi più significativi di prodotto di design capace non solo di superare i tradizionali confini di progetto, riscrivendone interamente le regole, ma anche di interpretare e rappresentare un\’epoca. Nel 1972 viene esposta al MoMa di NewYork e oggi sono 26 i musei internazionali che hanno inserito la Sacco nella loro collezione permanente d\’arte contemporanea o applicata. Oltre al MoMa, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi, il Victoria & Albert Museum di Londra, il Museo del Design alla Triennale di Milano.
\”La Commedia del Sacco\” sarà inaugurata martedì 15 aprile 2008 a Milano, in Zona Bovisa, negli spazi di BaseB in via Lambruschini 36, e sarà aperta al pubblico da mercoledì 16 sino a domenica 20 aprile 2008, con orario continuato dalle 11.00 alle 21.00.
L\’esposizione, corredata di catalogo, propone un ensemble di quaranta pezzi unici di poltrone Sacco, realizzate con originali e suggestivi rivestimenti provenienti dalle collezioni storiche e contemporanee di un rinomato produttore di creazioni innovative per l\’haute couture.
In mostra sarà inoltre presentato il video \”Il Sacco\” realizzato da Hélène Guétary  con una co-produzione Steamboat Films, Lobster Films e Centre Pompidou Paris per il canale televisivo Arte France, voluto per raccontare attraverso la storia della poltrona Sacco un\’esperienza di design capace di catturare lo spirito del tempo e rappresentare uno stile di vita.
Su prenotazione, è a disposizione un percorso didattico per i ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori.
Per tutto il 2008 proseguiranno le iniziative dedicate ai 40 anni della poltrona Sacco. Dopo Milano, la mostra continuerà il suo tour, toccando Parigi, Tokyo, New York.
Un sito web dedicato, raggiungibile dall\’indirizzo www.zanotta.it raccoglierà notizie storiche, curiosità, informazioni sul Sacco e sulla mostra e per tutto il 2008 sarà possibile inviare e vedere pubblicate, nella sezione di interazione col pubblico, foto del Sacco o sue interpretazioni.
\"\"(nella foto: le 40 versione \”artistiche\” del Sacco)

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C\’è anche chi se lo fa solo…

Fantozzi, si siedi!” E’ con questo fantastico congiuntivo che inizia una delle gag più divertenti del mitico ragioniere: l’ardua impresa di sedersi sulla famigerata poltrona a sacco, meglio conosciuta come “l’orrido pouf”.

In verità il pouf non è affatto scomodo come potrebbe sembrare e, anzi, può dare un tocco di fantasia e di colore in più al vostro soggiorno. Quindi, vediamo insieme come realizzarla!Tenete presente che il procedimento che vado a spiegarvi, dovrà essere ripetuto 2 volte: dovremo infatti realizzare due sacchi, uno interno e uno esterno.

Preparazione

Per quanto riguarda il tipo di stoffa da utilizzare, siete liberi di sbizzarrirvi come volete, considerate solo il fatto che il sacco interno verrà completamente rivestito quindi la stoffa può anche essere una semplice fodera, mentre per l’esterno dei bei cotoni resistenti (tipo i tessuti per tende dell’IKEA, per intenderci) sono l’ideale.Procuratevi anche del polistirolo espanso, vi servirà per l’interno del pouf.

Istruzioni

  • Prendete la stoffa che volete usare per l’interno, ritagliate un cerchio di circa 1 metro di diametro e 3 spicchi di 1,5-2 metri di altezza avendo cura di lasciare le basi (di circa mezzo metro di lunghezza) leggermente arrotondate per accompagnare la circonferenza del cerchio, che sarà la base della vostra poltrona. Le dimensioni fornite sono quelle standard ma, ovviamente potete realizzare la poltrona delle dimensioni che preferite, basta mantenere le proporzioni.
  • Ora cucite (vi consiglio con la macchina da cucire, non a mano) le basi dei 3 spicchi al cerchio e i lati degli spicchi tra di loro, lasciando però aperta la punta (in sostanza, dovreste ottenere un cono con la punta aperta).
  • A questo punto girate la stoffa al rovescio e riempite il cono con  delle piccole sfere di polistirolo espanso (potete trovarlo nei negozi che vendono prodotti per l’edilizia o nelle ferramente), utilizzando proprio la punta che non avete cucito.
  • A questo punto potete chiudere la punta, anche a mano se preferite, basta chiuderla in maniera accurata perché  le palline tendono a scappare in tutte le direzioni!
  • Adesso potete dedicarvi al sacco esterno, che realizzerete esattamente allo stesso modo ma chiudendo uno dei lati lunghi con una cerniera. La punta può essere chiusa subito perché  utilizzerete il lato con la cerniera per girare la stoffa (ricordatevi di cucire la stoffa al rovescio!) e per mettere all’interno il primo sacco riempito di polistirolo. Grazie alla cerniera, potrete togliere il sacco interno con facilità e lavare comodamente il rivestimento. Vi consiglio di abbondare un po’ con le misure del sacco esterno, in modo tale da far entrare quello interno senza troppa difficoltà.
  • Se preferite, c’è un ulteriore procedimento che potete seguire: ritagliate 2 quadrati di 1,5 metri di lato. Sovrapponeteli e cucite insieme 3 dei 4 lati. Usate il lato aperto per inserire il polistirolo e poi chiudete l’apertura allargando i lati e cucendoli dal verso opposto \"\"rispetto agli altri (in poche parole la cucitura deve essere perpendicolare a quella opposta). Costruite allo stesso modo il sacco che va all’esterno ricordandovi di chiudere uno dei lati con la cerniera.
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Il blog sulla poltrona a sacco

Così popolare da avere addirittura più di un gruppo su facebook, resa celebre da Fracchia di Villaggio la poltrona a sacco oggi viene sovente ed erroneamente “derubiracata” ad arredamento vintage. Nata nel ‘68, 2 anni oro sono ha compiuto i suoi primi 40 anni ma non sembra decisa a lasciare la scena confermandosi come oggetto di culto e oggetto fra i piu’ amati dagli acquirenti.
Approdando nel cinema e in televisione e diventando una tipologia inedita nel settore, tanto che dal ’68 esiste un nuovo tipo di sedute: le poltrone “a sacco”.
L’inizio dell’avventura è di quelli che non si dimenticano: è il 1968, arrivano da Zanotta tre giovani architetti: Gatti, Paolini e Teodoro, un trio affiatato. Hanno in mano un’idea: una seduta del tutto nuova, un grande sacco fatto a spicchi di vinile, riempito parzialmente e con giudizio di palline (di polistirene). L’oggetto se lo sono portato appresso. Entra in produzione poco tempo dopo con alcuni perfezionamenti tecnici e garanzie di qualità e finitura. Il nome, Sacco, è lo stesso con cui oggi è venduto. La poltrona di Gatti, Paolini e Teodoro è uno dei casi più significativi di prodotto del design in grado di incarnare un’epoca. E di “contaminare” convenzioni abitative apparentemente molto formali. Sacco è un oggetto docile e servizievole: ci si può stare seduti, sdraiati, rannicchiati o come più vi piace. Può servire a posarci varie cose, proprio come un tavolino; disteso è qualcosa di molto vicino ad un tappeto.
Ma non è affatto proibito inventarsi altri usi. I bambini invece non la usano: ci giocano (qualche volta anche gli adulti). In realtà, la poltrona sacco è una delle sedute più comode che esistano poiché è morbida ed avvolgente. La poltrona sacco è il tipico esempio di mobile pop: si tratta di un sacco di forma oblunga, generalmente in tessuto o in ecopelle, riempito con palline di polistirolo che prende la forma della persona che vi si siede. Il fatto poi che la poltrona sacco sia riempita con palline di polistirolo la rende particolarmente agevole da trasportare. Questo tipo di potrona si adatta particolarmente ad una casa con arredamento giovane e moderno, mentre è difficile da sistemare in una casa arredata in stile tradizionale o rustico. Ciò non toglie però che si possa sempre sistemare una poltrona sacco nella camera dei bambini, che generalmente trovano molto divertente questo tipo di sedile.
Infine, per accennare ancora (foto sopra) a come essa sia diventata mito del desing lo scorso aprile è stata protagonista di una mostra organizzata presso lo show room Stone Island di Milano

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Nasce il primo blog dedicato al pouf/poltrona a sacco

Il blog dedicato al pouf
Simpatico, colorato, multiforme, il pouf a sacco è un articolo estremamente versatile: riempie un angolo della stanza, arreda una zona di passaggio, da un tocco moderno al salotto. Può essere usato come seduta, come poggiapiedi, o anche come tavolino di riserva.

 Se è piccolo è un \”pouf a sacco\”, se è un po\’ più grande diventa \”poltrona\”, come quella di fantozziana (o Fraccha che dir si voglia)  memoria.

Fu appunto resa celebre da Fracchia di Villaggio ed oggi viene talvolta ed erroneamente “derubriacata” ad arredamento vintage – ma comunque molto in voga negli ultimi tempi. Nata, se propio le si vuol dare una primogenitura italiana,  nel ‘68, 2 anni oro sono ha compiuto i suoi primi 40 anni ma non sembra decisa a lasciare la scena confermandosi come oggetto di culto e d\’arredo fra i piu’ amati dagli italiani.

Fu \”Inventata\” per Zanotta da tre giovani architetti: Gatti, Paolini e Teodoro, Avevano un\’idea: una seduta del tutto nuova, un  sacco fatto a spicchi di vinile, riempito parzialmente e con giudizio di palline (di polistirene). L’oggetto se lo sono portato appresso. Entra in produzione poco tempo dopo con alcuni perfezionamenti tecnici e garanzie di qualità e finitura. Il nome, Sacco, è lo stesso con cui oggi è venduto da Zanotta. Il pouf-poltorna a sacco è un oggetto docile e servizievole: ci si può stare seduti, sdraiati, rannicchiati o come più vi piace. Può servire a posarci varie cose, proprio come un tavolino; disteso è qualcosa di molto vicino ad un tappeto.

Ma non è affatto proibito inventarsi altri usi. I bambini invece non la usano: ci giocano (qualche volta anche gli adulti).

Il pouf a sacco è un vero è proprio oggetto “addomesticato”. Attenzione però! Ha uno svantaggio: se vi ci abituate, finirete per essere molto esigenti verso gli altri oggetti che usate.

(nella foto Club e Miniclub di Berloni)